In fondo al mar

ZIGZAGANDO PER GLI ABISSI CON I SOTTOMARINI CHE REALIZZANO I SOGNI DI JULES VERNE

DI LIVIO CHIANDUSSI

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Come qualsiasi buon documentario saprà certificare, l’unico ambiente naturale terrestre ancora in gran parte inesplorato è l’oceano. Immergersi nelle sue profondità come un Cousteau, il capitano Nemo o come lo svizzero Auguste Piccard, che con il batiscafo Trieste raggiunse la fossa delle Marianne a meno 11.000 metri, è possibile grazie alle nuove generazioni di sommergibili per uso personale.

Oggi conosciamo solo il 10% dei fondali oceanici, dove per conosciuto s’intende mappato, fotografato o visitato almeno una volta. Il restante 90% rimane ancora inesplorato e pieno di misteri. Il desiderio di avventura spiega solo in parte il successo e la diffusione e di questi piccoli sottomarini che sono in grado di portare amatori, scienziati ed esploratori fino a 4000 m di profondità senza bisogno di nessuna procedura particolare, camera iperbarica o altro accorgimento.

C’è anche la vocazione, la curiosità di andare letteralmente in fondo alle cose, voglia di avventura, di perlustrare angoli in cui nessuno era mai stato prima e conservarne ricordi unici e irripetibili. Le barriere coralline, l’Artico e l’Antartico, il Mediterraneo con i suoi relitti sono improvvisamente a portata della nostra curiosità.

Piccoli sommergibili da tre a sei posti come il Triton 3300 MKII, hanno un’autonomia di 12 ore raggiungono profondità fino ai 1000 m. Le sue otto tonnellate di peso reclamano uno yacht “madre” attrezzato di un una buon sistema per il varo. Il costo? Parte da 3 milioni e mezzo di dollari.

Per chi vuole andare oltre, per spirito di avventura o per più ponderate ricerche scientifiche e altri scopi professionali, Triton sta producendo anche un modello 13000/2 TE o Titanic Explorer, chiamato così in onore della prima missione con equipaggio di Triton che nell’agosto 2019 raggiunse il relitto del Titanic.

TRITON 13000-2 TE

 

 

La sua capacità di raggiungere i -4.000 metri permette l’esplorazione delle profondità oceaniche e la ricerca sulla vita marina. Durante l’immersione, le “ali di gabbiano” offrono una versatilità di funzionamento senza pari. Con le ali retratte, il sommergibile sale scende e si gira su se stesso. Estese, le ali fungono da piattaforma per l’illuminazione e le fotocamere, ideali per lavori macro, osservazione scientifica o riprese ravvicinate.

Ovviamente gli scienziati, geologi, ricercatori e biologi marini sono il primo target dei produttori di sommergibili. Noi armatori semplicemente metteremo al loro disposizione i nostri giocattoli, e li accompagneremo infondo al mare per scoprire se davvero, come dice il signor Sebastian, “anche la razza ed il salmon sanno suonare con passion”!